Commissione di Inchiesta Camera dei Deputati 19-7-2017

Pagina 15:
“…È infine assolutamente necessario rimarcare che gli esiti del progetto SIGNUM, nonché le risultanze dello studio effettuato dal Prof. Nobile sui militari della Brigata Folgore, portano ad affermare un significativo incremento della frequenza di alterazioni ossidative del DNA e di cellule micronucleate, a fronte di soggetti sottoposti a vaccinazioni in numero superiore a cinque o con vaccini viventi attenuati o con prevalente attività outdoor. Tale limite numerico, come Atti Parlamentari — 15 — Camera dei deputati XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI — DOC. XXII-BIS N. 11 sottolineato anche dal Gen. TOMAO, deve diventare prescrittivo nella somministrazione dei vaccini e adottato nelle linee guida come specifica prescrizione…”

e ancora
“In conclusione, la Commissione ritiene che l’utilizzo di farmaci vaccinali forniti in soluzione monovalente e monodose (ovvero un vaccino per singola malattia, fornito in una singola dose), ridurrebbe notevolmente l’esposizione al rischio dovuto alla profilassi vaccinale, in quanto il militare – in età adulta-, potrebbe risultare già immunizzato ad alcuni antigeni contenuti nei vaccini multipli assunti nell’infanzia o immunizzato naturalmente per aver contratto la relativa patologia.”

Commissione di Inchiesta Camera dei Deputati 19-7-2017 Doc. XXII-bis N. 11

Senato XVI Commissione 2008-2013 relazione 9 gennaio 2013

dalla pagina 101, testimonianza del CONDAV signora Santa Passaniti e signor Andrea Rinaldelli
pagina 102:

<<signor Rinaldelli, ha richiamato l’attenzione sulla circostanza, desumibile
dai numeri forniti dall’Amministrazione della difesa nel corso delle inchieste
parlamentari svolte nella XIV e nella XV Legislatura, per cui
l’85 per cento dei militari che hanno contratto patologie gravemente invalidanti
ovvero sono deceduti per patologie tumorali, non hanno preso parte
alle missioni militari all’estero ed hanno prestato il loro servizio in Patria.
Da questo elemento, essi traggono il convincimento che l’indagine sulle
cause delle patologie invalidanti e sui decessi del personale militare debba
rivolgersi anche ad una più approfondita verifica delle condizioni e delle
modalità con cui vengono effettuate le vaccinazioni, nonchè dell’effettiva
osservanza dei protocolli vigenti da parte delle strutture della sanità militare
che hanno provveduto ad effettuare le vaccinazioni del personale, anche
non destinato alle missioni internazionali.>>

Senato-XVI-Commissione-2008-2013-relazione-finale 9 gennaio 2013

Risultato della commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari pubblicato il 7/2/2018

Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni.

Relatore: on. Gian Piero Scanu.

 

Pagina 141:

<<L’adozione di pratiche come le vaccinazioni multiple compresse può rappresentare, di per sé, un rischio per la salute in relazione ad almeno tre aspetti:
– la quantità cumulativa dei vari componenti dei vaccini eccede il limite permesso per l’autorizzazione all’immissione in commercio del singolo vaccino;
– le ipersensibilità indicate nei dossier di registrazione e allegati tecnici ai vaccini anche solo singolarmente considerati confermano la necessità delle analisi pre-vaccinali;
– le reazioni avverse indicate nei dossier di registrazione e allegati tecnici ai vaccini anche solo singolarmente considerati confermano la necessità di una valutazione dei rischi personalizzata sulla profilassi vaccinale e la necessità di un monitoraggio periodico a lungo termine su ogni singolo vaccinato.
Fermo restando quanto sopra, la Commissione conferma ancora una volta le conclusioni già evidenziate dal Progetto SIGNUM, nonché dal lavoro del Prof. Nobile sulla Brigata Folgore – per quanto riguarda la necessità di non somministrare contemporaneamente più di 5 vaccini monovalenti monodose sui militari: tale modalità di inoculazione appare, dunque, la più corretta per evitare l’insorgere di reazioni avverse.>>

Pagina 202:

<<Alla luce degli elementi raccolti, la Commissione conferma che vi sia una associazione statisticamente significativa tra patologie neoplastiche e linfoproliferative, e altre patologie (es. quelle autoimmuni), e la somministrazione dei vaccini secondo la profilassi vaccinale militare. La Commissione ritiene di non poter escludere il nesso di causa.>>

 

Relazione Finale commissione parlamentare, 7/2/18