Ministro Lorenzin, risposta all’interrogazione n. 4-03638 del 21 luglio 2015

Ministro Lorenzin, risposta all’interrogazione n. 4-03638 del 21 luglio 2015 in merito a “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie…”

Alla data del 31 marzo 2015, i beneficiari dell’indennizzo aggiuntivo, in quanto riconosciuti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, sono 609, mentre vi sono 22 soggetti che ne hanno beneficiato, ma la cui posizione è stata chiusa a seguito di decesso.

QUI IL DOCUMENTO DEL SENATO >>> Legislatura-17-Risposta-ad-interrogazione-scritta-n°-4-03638

Analisi indipendente sul DNA, RNA presente nei vaccini in commercio

L’associazione veneta CORVELVA ha fatto analizzare a sue spese 7 vaccini attualmente in commercio in modo di ottenere un responso indipendente.

L’analisi non è di tipo chimico o quantitativo sugli eccipienti, ma verte specificamente sulla ricerca di materiale genetico: DNA, RNA.

Il laboratorio di analisi ha riscontrato che 5 vaccini su 7 risultano non conformi ai limiti riscontrati di materiale genomico che vengono superati di molte volte il livello raccomandato.

Una bizzarria: il Priorix Tetra, il quadrivalente prescritto in Italia anche nella stagione vaccinale 2018/19 tetravalente morbillo, parotite, rosolia, varicella, non contiene DNA del virus della rosolia.

Mentre nell’Infanrix Hexa non è riscontrabile il DNA del virus inattivato della Poliomielite.

L’efficacia di “vaccini a virus inattivati” senza i virus dentro rimane un mistero.

CORVELVA-Report-analisi-metagenomiche-su-campioni-vaccinali

 

 

Esavalente Infanrix Hexa: rapporto GSK confidenziale

Il rapporto confidenziale della GSK che non doveva essere divulgato

Documento confidenziale del 16 dicembre 2011 che raccoglie in dettaglio l’analisi delle reazioni avverse segnalate a seguito della somministrazione di Infanrix Hexa; l’analisi copre le reazioni segnalate dal 23 ottobre 2009 al 22 ottobre 2011. In questo periodo sono state vendute oltre 24 milioni di dosi in 92 paesi. Le reazioni avverse ricevute ed analizzate nel rapporto sono 2408. Quelle prese in considerazione dallo studio sono 1742.

 

Come e da dove arrivano le segnalazioni

A pagina 63 la distribuzione per paese: in testa l’Italia seguita da Germania, Francia, Olanda e Polonia. Perché 4 paesi sommano l’80% di tutte le segnalazioni?

Come si viene trattati se un bambino manifesta celiachia, ernia inguinale, disturbi oculari dopo una vaccinazione (reazioni riportate nel documento) e si solleva anche il solo dubbio che sia stata colpa del vaccino?

Se gli ostacoli che vengono posti di fronte ai genitori delle vittime sono immensi, quante sono le reazioni avverse reali?

Le morti in culla che vengono cancellate

Il documento confidenziale rimane comunque rappresentativo per la gravità dei casi riportati.

A pagina 249 del rapporto  questa tabella mostra come GSK ha considerato le “morti improvvise in culla” (SIDS) riscontrate:

Nei primi 10 giorni dopo la somministrazione del primo anno si riscontrano 65 morti, nei successivi 10 giorni i morti diventano 67.

Al secondo anno di somministrazione la curva è analoga: dopo 10 giorni dalla somministrazione, 7 morti, dopo 20 giorni i morti sono diventati 8.

Per GSK questa rapida curva di salita non conta e il documento conclude che non esiste correlazione in quanto il numero delle morti improvvise è inferiore alle “morti attese” cioè ai decessi che mediamente si manifestano nella popolazione infantile.

Un’azienda di cui ci si può fidare

La GSK ha un curriculum di frodi (wikipedia) relative ai suoi prodotti secondo a nessuno; nonostante l’azienda sia stata multata per frode con la sanzione più alta mai comminata nella storia, 3 miliardi di dollari, il consiglio di amministrazione dell’azienda non è variato di molto dopo il giudizio delle corti come si evince da questo articolo del 3 luglio 2012:

Chi dirigeva l’azienda che ha frodato milioni di consumatori dagli USA alla Cina la dirige anche dopo che le frodi sono emerse, pubblicate, andate in giudicato e pagate.

Autismo e vaccini: il risarcimento italiano

Il caso del bambino autistico risarcito a Milano a seguito di vaccinazione con esavalente Infanrix Hexa (articolo de La Repubblica 25 novembre 2014)

Commissione di Inchiesta Camera dei Deputati 19-7-2017

Pagina 15:
“…È infine assolutamente necessario rimarcare che gli esiti del progetto SIGNUM, nonché le risultanze dello studio effettuato dal Prof. Nobile sui militari della Brigata Folgore, portano ad affermare un significativo incremento della frequenza di alterazioni ossidative del DNA e di cellule micronucleate, a fronte di soggetti sottoposti a vaccinazioni in numero superiore a cinque o con vaccini viventi attenuati o con prevalente attività outdoor. Tale limite numerico, come Atti Parlamentari — 15 — Camera dei deputati XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI — DOC. XXII-BIS N. 11 sottolineato anche dal Gen. TOMAO, deve diventare prescrittivo nella somministrazione dei vaccini e adottato nelle linee guida come specifica prescrizione…”

e ancora
“In conclusione, la Commissione ritiene che l’utilizzo di farmaci vaccinali forniti in soluzione monovalente e monodose (ovvero un vaccino per singola malattia, fornito in una singola dose), ridurrebbe notevolmente l’esposizione al rischio dovuto alla profilassi vaccinale, in quanto il militare – in età adulta-, potrebbe risultare già immunizzato ad alcuni antigeni contenuti nei vaccini multipli assunti nell’infanzia o immunizzato naturalmente per aver contratto la relativa patologia.”

Commissione di Inchiesta Camera dei Deputati 19-7-2017 Doc. XXII-bis N. 11

Senato XVI Commissione 2008-2013 relazione 9 gennaio 2013

dalla pagina 101, testimonianza del CONDAV signora Santa Passaniti e signor Andrea Rinaldelli
pagina 102:

<<signor Rinaldelli, ha richiamato l’attenzione sulla circostanza, desumibile
dai numeri forniti dall’Amministrazione della difesa nel corso delle inchieste
parlamentari svolte nella XIV e nella XV Legislatura, per cui
l’85 per cento dei militari che hanno contratto patologie gravemente invalidanti
ovvero sono deceduti per patologie tumorali, non hanno preso parte
alle missioni militari all’estero ed hanno prestato il loro servizio in Patria.
Da questo elemento, essi traggono il convincimento che l’indagine sulle
cause delle patologie invalidanti e sui decessi del personale militare debba
rivolgersi anche ad una più approfondita verifica delle condizioni e delle
modalità con cui vengono effettuate le vaccinazioni, nonchè dell’effettiva
osservanza dei protocolli vigenti da parte delle strutture della sanità militare
che hanno provveduto ad effettuare le vaccinazioni del personale, anche
non destinato alle missioni internazionali.>>

Senato-XVI-Commissione-2008-2013-relazione-finale 9 gennaio 2013

Risultato della commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari pubblicato il 7/2/2018

Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni.

Relatore: on. Gian Piero Scanu.

 

Pagina 141:

<<L’adozione di pratiche come le vaccinazioni multiple compresse può rappresentare, di per sé, un rischio per la salute in relazione ad almeno tre aspetti:
– la quantità cumulativa dei vari componenti dei vaccini eccede il limite permesso per l’autorizzazione all’immissione in commercio del singolo vaccino;
– le ipersensibilità indicate nei dossier di registrazione e allegati tecnici ai vaccini anche solo singolarmente considerati confermano la necessità delle analisi pre-vaccinali;
– le reazioni avverse indicate nei dossier di registrazione e allegati tecnici ai vaccini anche solo singolarmente considerati confermano la necessità di una valutazione dei rischi personalizzata sulla profilassi vaccinale e la necessità di un monitoraggio periodico a lungo termine su ogni singolo vaccinato.
Fermo restando quanto sopra, la Commissione conferma ancora una volta le conclusioni già evidenziate dal Progetto SIGNUM, nonché dal lavoro del Prof. Nobile sulla Brigata Folgore – per quanto riguarda la necessità di non somministrare contemporaneamente più di 5 vaccini monovalenti monodose sui militari: tale modalità di inoculazione appare, dunque, la più corretta per evitare l’insorgere di reazioni avverse.>>

Pagina 202:

<<Alla luce degli elementi raccolti, la Commissione conferma che vi sia una associazione statisticamente significativa tra patologie neoplastiche e linfoproliferative, e altre patologie (es. quelle autoimmuni), e la somministrazione dei vaccini secondo la profilassi vaccinale militare. La Commissione ritiene di non poter escludere il nesso di causa.>>

 

Relazione Finale commissione parlamentare, 7/2/18